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GOMMA E BIOPLASTICA

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Oggi parleremo di un materiale indispensabile: la gomma.

Senza di essa non esisterebbero pneumatici, particolari mezzi di trasporto, guarnizioni o elastici. Anche se è presente nella vita quotidiana, spesso non ci rendiamo conto di quanto abbia cambiato profondamente il mondo moderno. Solo negli ultimi centocinquant’anni la gomma è diventata fondamentale per lo sviluppo della civiltà, grazie alle sue particolari proprietà chimiche, che hanno portato sia grandi ricchezze sia gravi conseguenze sociali ed economiche. All’inizio la gomma naturale era un materiale poco affidabile: con il freddo diventava dura e fragile, mentre con il caldo si ammorbidiva, diventava appiccicosa e maleodorante. Per questo il suo impiego pratico fu presto abbandonato.

La vera svolta arrivò nell’Ottocento con il processo di vulcanizzazione inventato da Charles Goodyear (l’azienda americana produttrice di pneumatici porta ancora il suo nome).

Dopo anni di tentativi si scoprì che mescolando la gomma con zolfo e calore si otteneva un materiale nuovo, elastico e stabile alle variazioni di temperatura.Da quel momento la gomma trovò moltissime applicazioni: abbigliamento impermeabile, oggetti industriali, fino agli pneumatici.

Successivamente, grazie ai progressi della chimica, la gomma sintetica divenne sempre più resistente, versatile e controllabile, entrando in ogni aspetto della vita quotidiana: macchine, agricoltura, industria e persino esplorazione spaziale.

Nel nostro laboratorio abbiamo provato a realizzare Le bioplastiche, un altro materiale polimerico dotato di caratteristiche plastiche, cioè che se vengono sottoposte a un carico, presentano una deformazione irreversibile.

Il materiale utilizzato  è l’amido, un polimero biodegradabile, scarto proveniente da attività agricole. Partendo dall’amido di mais, abbiamo sfruttato la sua capacità di riorganizzarsi in una struttura polimerica flessibile quando viene riscaldato in presenza di acqua.

All’inizio il composto risulta liquido e lattiginoso, una volta riscaldato si ha il fenomeno della gelatinizzazione dell’amido in cui abbiamo incorporato due diversi coloranti e infine si crea una massa solida, densa ed elastica i cui possibili impieghi presentano tutti il vantaggio di una facile degradabiliTà e sostenibilità ambientale.

LONGEVITA’ E DIETA MEDITERRANEA

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Ultima puntata della rubrica COMINCIO DA LUNEDì con il dottor dietista ANGELO CAMPANELLA

PUGLIA ABRUZZO CAMPANIA

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Brindiamo per San Valentino con un Susumaniello pugliese di Mastronardi Vini per la rubrica condotta da Rosangela e il sommelier VINCENZO MASTRONARDI.

IL LAVORO CHE CI ASPETTA PREVISIONI 2025-2029

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Second il report “Fabbisogni occupazionali in Puglia – confronto 2022 / 2025 e previsioni 2025-2029” nei prossimi cinque anni, in Puglia, sono previste oltre 213.000 entrate di lavoro.

Attenzione però: questo non significa 213.000 nuovi posti.

Gran parte di queste entrate servirà a sostituire lavoratori che escono dal mercato:
pensionamenti, turnover, cambi di ruolo.

Il messaggio è chiaro:
👉 il problema non è solo creare lavoro,
👉 è non perdere competenze.


La domanda di lavoro si concentrerà soprattutto nei servizi: servizi alle persone, servizi alle imprese, commercio, sanità, assistenza, turismo.

È un’economia sempre più basata su relazioni, organizzazione e competenze.

Anche l’industria manifatturiera resta importante, ma con una richiesta diversa rispetto al passato: meno lavoro generico, più tecnici e operai specializzati. Il lavoro che cresce è un lavoro più qualificato.


Competenze più dei titoli

Il mercato del lavoro continuerà a premiare:

  • diplomi tecnico-professionali
  • competenze pratiche
  • formazione terziaria mirata, come ITS, sanità, economia, ingegneria

Contano meno i percorsi generalisti. Contano di più le competenze utilizzabili, quelle che permettono alle persone di adattarsi a ruoli che cambiano. Il lavoro del futuro chiede persone preparate a evolvere.


Il vero nodo

Il cambiamento non sarà improvviso, ma continuo. Le competenze di oggi potrebbero non bastare domani. Ed è qui che si crea il rischio più grande: restare fermi mentre il lavoro si trasforma. Chi smette di aggiornarsi diventa fragile nel mercato del lavoro.

SE ADESSO TE NE VAI 1996-2026

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Arriva il live nei teatri “Se adesso te ne vai 1996–2026”
per festeggiare i 30 anni di un brano che ha segnato un’epoca e il 14.2.2026 è al Teatro Orfeo di Taranto.

Dal 6 gennaio Massimo Di Cataldo tornerà sul palco con uno spettacolo intimo, emozionante e dal taglio narrativo: «Sarà un concerto originale, in cui rivivremo insieme trent’anni di musica. Un viaggio fatto di energia condivisa, lungo tutta l’Italia». Lo spettacolo che celebra la storica “Se adesso te ne vai” con la quale Massimo si consacrò tra i grandi protagonisti del Festival di Sanremo nel 1996, ripercorre la storia dell’artista attraverso le sue più famose canzoni: relazioni d’amore, d’amicizia e bizzarri retroscena del mondo dello spettacolo saranno il filo conduttore del concerto. Aneddoti di toccante intimismo, che rivelano le origini di alcuni dei suoi brani musicali, raccontati a tratti con intrigante ironia.

Sul palco, insieme a Massimo e la sua chitarra acustica, Ingo Schwartz al basso e Dario Zeno al piano partecipano alla tessitura di armonie eleganti ed evocative, coadiuvati da un peculiare set up elettronico, con atmosfere di synth, vocoder e drum machine.