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MY LOVE

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«Un brano che riflette sull’alienazione della società contemporanea

 e sul bisogno umano di autenticità»

Rock moderno, istintivo e viscerale, Dolcenera torna con “My Love”, nuovo singolo che affronta con sguardo lucido e disincantato le contraddizioni della contemporaneità. Il brano si muove tra riflessione esistenziale e critica sociale, mettendo al centro la fragilità dell’essere umano in un contesto dominato da competizione, spettacolarizzazione e continua esposizione.

“My Love” osserva la realtà come un grande palcoscenico in cui la vita sembra trasformarsi in performance permanente. In un mondo che spinge costantemente a schierarsi, competere e dimostrare, l’invocazione “my love, my love” assume un significato più ampio: non è soltanto un richiamo alla persona amata, ma all’umanità intera, un modo per riconoscere che dietro le maschere sociali condividiamo le stesse fragilità e la stessa ricerca di senso. La canzone attraversa così una riflessione sulla condizione dell’uomo contemporaneo, sospeso tra l’illusione di controllo e la consapevolezza della propria vulnerabilità. La realtà appare come uno spettacolo costruito, quasi un “Truman Show” collettivo, in cui anche quando si riconosce la finzione si continua a recitare il proprio ruolo.

«Viviamo schermati, c’è sempre uno schermo quando guardiamo la realtà o quando facciamo qualcosa e siamo diventati costretti a raccontare la vita attraverso uno schermo per dire di esistere – scrive Dolcenera – Ognuno di noi fa il sul spettacolino, usa il suo canale social come se fosse un presentatore in TV, spettacolarizzando anche la più stupida banalità. La comunicazione, la politica, l’informazione, la guerra, tutto è show, un continuo bombardamento durante lo scrolling, nel tentativo omologato e disperato di attirare l’attenzione con l’illusione di qualcosa di importante alla ricerca di secondi di ascolto, di numeri di like, di consenso. Sento dentro di me, ma anche in tanti giovani ragazzi e negli adulti più sensibili, una tendenza invisibile ma sempre più crescente di rifiuto di questa realtà “schermata”, di ricerca di autenticità, di umanità, di normalità: C’è chi dice no! Io dico no, io non ci sto. Io non brucerò!»

Dolcenera è cantautrice, musicista e producer, un’artista che nel corso della sua carriera ha costruito un percorso personale e riconoscibile, unendo la profondità del cantautorato italiano a una visione sonora moderna e internazionale. Il pianoforte rappresenta il centro della sua ricerca creativa, mentre la voce e la forte dimensione interpretativa definiscono la sua identità artistica. Si afferma al grande pubblico vincendo il Festival di Sanremo e, nel corso delle sue cinque partecipazioni alla manifestazione, firma brani diventati evergreen e hit radiofoniche come Com’è straordinaria la vita, Il mio amore unico e Ci vediamo a casa. La sua canzone Ora o mai più viene reinterpretata in Grecia con il titolo Tora I Pote dalla cantante Helena Paparizou, vincitrice dell’Eurovision Song Contest, contribuendo alla diffusione internazionale del suo repertorio. 

Nel tempo costruisce anche un forte impatto radiofonico: con Niente al mondo viene riconosciuta come artista più trasmessa dalle radio italiane. Tra i suoi brani più rappresentativi si distingue anche Amaremare, canzone che unisce dimensione pop e impegno civile, diventata negli anni un riferimento per i temi legati alla tutela dell’ambiente. 

Nel corso della carriera Dolcenera riceve numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio De André, dischi d’oro e di platino e il Premio alla Carriera conferito da AFI (Associazione Fonografici Italiani) e MEI. 

Accanto all’attività discografica italiana, pubblica album anche all’estero (Germania, Austria e Svizzera) e sviluppa una intensa attività live internazionale, esibendosi anche in Spagna, Portogallo, Francia, Cina e Sud America, portando nei teatri progetti piano e voce che mettono al centro l’essenzialità della sua espressione musicale, tra rock, blues e sperimentazione sonora.

Le sue partecipazioni televisive sono sempre state da protagonista: da vincitrice del programma televisivo “Music Farm” con “Mai più noi due” a vocal coach a “The Voice of Italy”, distinguendosi anche per esibizioni indimenticabili insieme a Raffaella Carrà, e finalista a Pechino Express.

Nel 2026 pubblicherà il suo dodicesimo album, che inaugurerà una nuova fase artistica e sarà accompagnato dal tour teatrale “Piano Solo Recital”, un one woman show tra musica e narrazione con il pianoforte al centro della scena.

SFIDATI DI ME

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Lo spettacolo di Paolo Kessisoglou al Teatro Radar di Monopoli domenica12 aprile ore 18:30 all’interno della rassegna teatrale IL SENSO DELLE PAROLE organizzato dall’associazione UBUNTU di Putignano.

CIRILLI & FAMILY

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GABRIELE CIRILLI
CON LA SUPERVISIONE ARTISTICA DI CARLO CONTI
in collaborazione con la ‘MA.GA.MAT. Srl’
e con la produzione e la distribuzione di VENTIDIECI
presenta
‘CIRILLI & FAMILY’
IL 9 APRILE AL TEX – IL TEATRO DELL’EX FADDA
di SAN VITO DEI NORMANNI (BR)
IL 10 APRILE AL TEATRO CURCI di BARLETTA

L’attore a teatro per mettere a nudo i tic e le strane (ma simpatiche) abitudini delle famiglie italiane
Cirilli: “Partirò proprio dai vizi e dai divertimenti della mia famiglia, ci saranno pure temi sociali”
Sul palco anche gli attori de ‘La Factory’, la scuola di teatro ideata dall’artista abruzzese
Il primo è tra i comici più seguiti. Il secondo è tra i conduttori e autori televisivi più amati. E – dopo più di 20
anni di collaborazione sul piccolo schermo e di chiacchierate e risate tra camerini e studi tv – Gabriele Cirilli
è riuscito a coinvolgere Carlo Conti nel suo nuovo spettacolo che calcherà i palchi dei più prestigiosi teatri
italiani

ADESSO CIAO

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tratto dall’EP “1997”

LE VANS, IL LETTORE MP3, IL CALCIO GIOCATO PER STRADA
BARI E LA SUA PROVINCIA
IL BRIT POP

MANINNI IN TOUR
Roma (18 aprile)
Bologna (19 aprile)
Milano (21 aprile)

Maninni torna con un progetto che è molto più di un semplice ep: 1997 è una dichiarazione d’identità, un punto di ripartenza, una vera e propria rinascita. Il primo singolo, in radio da venerdì 27 marzo, è “ADESSO CIAO” (Pipoca Project / distributed by ADA/Warner Music Italy).
Pipoca Project di Roberto Gentileschi, 
nuova realtà indipendente che ha sposato fin dall’inizio il progetto di Maninni, è al fianco dell’artista in questa nuova fase, condividendone i valori di autenticità, libertà e passione per la musica.
“Ho ricominciato a fare musica nel miglior modo che io abbia sempre conosciuto: con gli strumenti musicali tra le mani e scrivendo a braccio, per la sola esigenza di sputare quello che avevo dentro” dichiara Maninni.
“Adesso Ciao” è stata scritta in un giorno d’estate, in quel periodo Maninni ascoltava in loop “Ciao” di Vasco Rossi, il brano lo ha ispirato.  “Vito Dell’Erba (ndr ex Viito) ed io eravamo nel mio studio a Bari, tra una chiacchiera e l’altra ci siamo detti che non avevamo scritto mai insieme e così abbiamo iniziato, da lì è nata questa canzone. Sono chiari i riferimenti musicali a Sam Fender, Bleachers e anche un pizzico di Bruce Springsteen”. Il brano parla di un amore che -non sai per quale motivo- continua a farti cadere nella trappola. I due si cercano, si incontrano e fantasticano la loro storia ma sono solo parole. In realtà la verità nessuno dei due vuole impegnarsi.
1997 richiama il suo anno di nascita, trasformandosi in un simbolo potente. 1997 rappresenta un ritorno alle origini, non solo anagrafiche ma artistiche. La produzione dell’intero progetto è affidata a Matteo Cantaluppi. Tutte le canzoni sono interamente suonate, anche i clap o il tamburello. I brani sono stati cantati one takee di getto in studio, senza cuffie e con l’impianto aperto, quasi da simulare la “presa diretta”.
Con queste parole l’artista racconta l’approccio che ha dato vita al disco: un processo creativo istintivo, diretto, viscerale. Le canzoni nascono dall’urgenza espressiva, dall’esigenza di riportare al centro la musica suonata, le chitarre, la scrittura immediata.
Il riferimento al 1997 è anche un richiamo preciso a un immaginario sonoro e culturale: quello del brit pop. Un periodo in cui le chitarre erano protagoniste, le melodie avevano carattere e le canzoni diventavano inni generazionali. L’energia degli Oasis e l’attitudine tagliente dei Blur rappresentano un orizzonte musicale che ha segnato profondamente la sua formazione e che oggi riemerge, con uno sguardo contemporaneo.
1997 rappresenta anche un recupero consapevole di uno spirito: quello di una musica autentica, imperfetta, viva. Un album che mette al centro la libertà creativa e l’urgenza di raccontarsi senza filtri. “Mi sento libero, istintivo con la musica, come quando da ragazzino ascoltavo gli artisti che mi hanno maggiormente influenzato, dagli Oasis a Blur e ai The Verve, e in generale tutta la scena britannica e non degli anni ‘90”.
Se 1997 fosse riconducibile ad un oggetto sarebbe un lettore mp3, ascoltato con le cuffiette con fili, un pallone da calcio, giocato per strada in quartiere, e le vans indossate ogni giorno. Oggetti che riportano ad un modo personale di ascoltare la musica, che richiamano la voglia di sentirsi “comodi” e liberi di andare ovunque, di rivivere le radici di un territorio ricco di stimoli artistici.
Tutto il nuovo percorso musicale è estremamente concentrato sul percorso live. “L’unico posto in cui mi ci riconosco è il palco. Ho sempre suonato, prima con una band e poi da solista. Sto ricominciando il mio percorso proprio dal palco e dalle piccole cose, davanti al pubblico dei concerti”. Ed è è proprio dal vivo che Maninni presenterà le nuove canzoni: il 18 aprile al Teatro Lo Spazio di Roma, il 19 aprile al Locomotiv Club di Bologna e il 21 aprile all’Arci Bellezza di Milano.


ALAMAR

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la violoncellista, cantante e compositrice cubana Ana Carla Maza che torna in Italia per un tour esclusivo nei teatri dove presenterà il nuovo album “Alamar”. Lei è un’artista internazionale che si è esibita in oltre 25 paesi con più di 400 concerti, in festival e club prestigiosi.

Il 27 febbraio è uscito il primo singolo “Corazoncito Mio”, brano che anticipa l’album in uscita il 17 aprile

Il 29 marzo sarà live al Teatro Niccolò Van Westerhout a Mola di Bari. nota per il suo stile unico che fonde jazz latino, influenze classiche, pop e ritmi caraibici. Cresciuta a L’Avana e trasferitasi a Parigi, ha guadagnato fama internazionale grazie a performance energiche, unendo il virtuosismo al violoncello con la voce