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“Bruciati dal sole” è il primo album degli Stain interamente scritto e interpretato in italiano. Non si tratta solo di una scelta linguistica, ma di un cambio di prospettiva rispetto alle precedenti pubblicazioni: uno sguardo più diretto, radicato nei luoghi e nelle immagini che definiscono l’identità della band.
Il disco nasce nel Sud Italia e ne assorbe l’immaginario, trasformandolo in materia narrativa. Il caldo che resta addosso anche dopo il tramonto, le estati che sembrano eterne finché non svaniscono, il desiderio di partire e la forza invisibile che trattiene: “Bruciati dal sole” si muove in questo spazio sospeso tra distanza e appartenenza, tra ciò che si è stati e ciò che si sta diventando.
Al centro del racconto c’è il passaggio dall’infanzia all’età adulta, affrontato senza indulgere nella nostalgia. I ricordi emergono come frammenti concreti: giornate al mare, rituali quotidiani, una libertà fragile destinata a trasformarsi. Il titolo diventa così una metafora generazionale, che tiene insieme inquietudine e ricerca, senza recidere il legame con le proprie origini.
Gli Stain vengono da Bari e si definiscono “post-teenage rock”: un alt-rock crudo e diretto che racconta il momento in cui smetti di essere adolescente e inizi davvero a diventare grande. La loro musica è crescita, fratture, passaggi obbligati: non sei più quello di prima, ma non sai ancora cosa diventerai. Il loro suono è diretto ed emotivo, sempre urgente, ma negli anni ha acquisito consapevolezza e voglia di sperimentare.
Attivi dal 2016, si fanno notare subito vincendo due concorsi regionali e conquistando il premio di Miglior Band Originale e il Premio della Critica al Tour Music Fest. Nel 2018 esce “Zeus”, debutto che li porta in tour per oltre trenta date in Italia e su palchi come il Medimex (aprendo per Bryan Ferry) e il SIM São Paulo.
Con “Kindergarten” (2021), registrato in un asilo degli anni ’30, gli Stain segnano una svolta: un disco in cui energia e introspezione convivono, e l’infanzia diventa simbolo di fragilità irrisolta più che di conforto. Il tour li porta fino al Sziget Festival 2022.
Nel 2023 arriva “Kindergarten Part II”, espansione del mondo del primo capitolo e conferma della loro forza live, tra club e festival indipendenti come Cinzella, Distorsioni Fest e KeepOn Live Fest. Nello stesso anno vincono il contest nazionale Musica Da Bere a Brescia, ribadendo la loro presenza scenica. Nel 2025 si aprono all’internazionale, con date all’estero e partecipazione allo Ship Festival in Croazia.
Ad aprile 2026 pubblicano per Mosho Dischi il nuovo album “Bruciati dal sole”, il primo interamente in italiano, anticipato dai singoli “Cherosene” (16/01), “Siamo Animali” (13/02) e “Aquiloni” (20/03).
segna la prima collaborazione artistica tra il cantautore salentino Cioffi e Noemi, cantautrice e voce tra le più amate e riconoscibili del panorama italiano. Il brano racconta la difficoltà di lasciar andare un amore: il passaggio dall’essere tutto per qualcuno al diventare improvvisamente estranei. Tra gelosia e malinconia, emerge il dolore di immaginare la persona amata accanto a qualcun altro, fino ad arrivare alla consapevolezza che quella vissuta è stata una favola senza lieto fine. Eppure, resta il ricordo di quelle “farfalle nello stomaco”, una sensazione dolce e intensa, simbolo autentico dell’innamoramento. «Scrivendo il brano, abbiamo immaginato fin da subito una voce femminile capace di dare forza al ritornello e di creare un vero dialogo nelle strofe», racconta Cioffi a proposito della collaborazione con Noemi. «Una volta completato il provino, sognavo una voce come la sua per queste sonorità: Noemi è una delle artiste più importanti della musica italiana, un’artista che stimo profondamente e da sempre una delle mie preferite. Siamo riusciti a farle ascoltare il pezzo, le è piaciuto molto e ha scelto di interpretarlo. Per me è un grande onore averla in questo brano e mi affascina l’idea che questo duetto possa raccontare anche una prospettiva femminile dell’amore, affidata proprio alla sua voce». “Incontrare Cioffi e cantare in un suo brano è stato davvero stimolante – racconta Noemi. Amo mettermi in gioco e confrontarmi con nuovi artisti, ogni incontro è un’occasione per imparare e crescere, sia artisticamente che umanamente. “Farfalle” mi ha colpita fin dal primo ascolto: è una canzone intensa, sincera, in cui è facile riconoscersi, e sono stata molto felice di unire la mia voce alla sua in questo pezzo. Racconta una storia che non ha un lieto fine e credo che ognuno di noi, almeno una volta, abbia vissuto emozioni simili e possa ritrovarsi in queste parole”
Kaos Wacko torna con “Bomber Nike”, un brano che si muove tra tensione emotiva e ricerca sonora, segnando un nuovo passaggio nel suo percorso artistico.
Prodotto interamente dall’artista dopo il periodo di formazione alla SAE di Milano, il singolo unisce un impianto sonoro essenziale e controllato a una scrittura diretta, fatta di immagini e dettagli quotidiani. Non segue una narrazione lineare, ma si sviluppa attraverso frammenti: pensieri, oggetti, situazioni che assumono un significato diverso nel momento in cui vengono attraversati.
Il titolo richiama un elemento concreto, quasi tangibile, che nel brano diventa simbolo: qualcosa che si porta addosso, che accompagna e allo stesso tempo pesa. Intorno si muove un senso di sospensione, tra partenze mancate, distanze e comunicazioni interrotte, senza mai esplicitare una storia precisa.
Nel ritornello, l’immaginario si fa più serrato: l’estetica urbana si trasforma in linguaggio emotivo, mentre immagini come occhiali scuri, fotografie e silenzi costruiscono un’atmosfera densa e personale, ma aperta all’interpretazione.
Il videoclip, diretto da Punani e girato tra Castellana Grotte e l’aeroporto di Bari Palese, rafforza questa visione: il paesaggio reale si trasforma in uno spazio sospeso, dove il passaggio degli aerei diventa una presenza costante, simbolo di distanza e movimento.
Attivo da anni nella scena indipendente, Kaos Wacko ha maturato esperienze live che lo hanno visto condividere palchi con Tormento e altri protagonisti della scena hip hop nazionale, sviluppando uno stile riconoscibile che oggi trova nuova sintesi in “Bomber Nike”.
Il brano inedito di Emma, 10 anni, del Team Nek, Cche ricorda in dialetto friulano il nonno. Si esibisce nella semifinale di “The Voice Kids 2026 ” 4 con il brano “Si antes te hubiera conocido” di Karol G. Durante la sua partecipazione udettà con Malika Ayane e dedica la sua presenza sul palco a suo nonno Massimo.
Si é conclusa in semifinale l’avventura di Emma Metrangolo al talent “The Voice Kids” andato in onda su Raiuno dal 10 gennaio al 14 febbraio e condotto da Antonella Clerici. La giovanissima promessa canora di Sant’Angelo Lodigiano, 10 anni, aveva superato le “blind audition” della primissima puntata con il brano “La prima cosa bella” (“era tra i preferiti di mio nonno scomparso da poco” aveva spiegato) e aveva scelto di entrare a far parte del team di coach Nek. Durante quella serata aveva anche duettato, a sorpresa, con Malika Ayane nel brano intitolato “Come foglie” senza farsi sopraffare dalle emozioni.
In semifinale, sabato 7 febbraio, Emma ha proposto la canzone “Si antes te hubiera conocido” portata al successo internazionale dalla cantautrice colombiana Karol G. La sua esibizione è stata apprezzata. Ma tra il terzetto dei suoi compagni di squadra in cui era stata inserita, proprio il 54enne cantautore di Sassuolo e giudice dello show della Rai ha scelto di mandare in finale un altro bambino, Leonardo Zambelli di Genova.
Per la giovanissima santangiolina che vive con mamma Micaela, papà Mario e le sorelle più piccole Camilla di 6 anni e Gioia di 4 in una cascina in mezzo ai cavalli e alla natura, restano un pizzico di amarezza per non aver raggiunto la finale e un dubbio in testa. Nek infatti quando è stato il momento di scegliere il finalista del suo terzetto ha detto che era arrivato in trasmissione con un’idea, ma poi all’ultimo ha cambiato pensiero. “Chissà se la sua prima scelta ero io – ha confidato ai genitori –. Vorrei proprio chiederlo a Nek”. Ora comunque per lei si aprono nuove sfide, a iniziare dal suo primo inedito che sarà pubblicato a breve.