Second il report “Fabbisogni occupazionali in Puglia – confronto 2022 / 2025 e previsioni 2025-2029” nei prossimi cinque anni, in Puglia, sono previste oltre 213.000 entrate di lavoro.
Attenzione però: questo non significa 213.000 nuovi posti.
Gran parte di queste entrate servirà a sostituire lavoratori che escono dal mercato:
pensionamenti, turnover, cambi di ruolo.
Il messaggio è chiaro:
👉 il problema non è solo creare lavoro,
👉 è non perdere competenze.
La domanda di lavoro si concentrerà soprattutto nei servizi: servizi alle persone, servizi alle imprese, commercio, sanità, assistenza, turismo.
È un’economia sempre più basata su relazioni, organizzazione e competenze.
Anche l’industria manifatturiera resta importante, ma con una richiesta diversa rispetto al passato: meno lavoro generico, più tecnici e operai specializzati. Il lavoro che cresce è un lavoro più qualificato.
Competenze più dei titoli
Il mercato del lavoro continuerà a premiare:
- diplomi tecnico-professionali
- competenze pratiche
- formazione terziaria mirata, come ITS, sanità, economia, ingegneria
Contano meno i percorsi generalisti. Contano di più le competenze utilizzabili, quelle che permettono alle persone di adattarsi a ruoli che cambiano. Il lavoro del futuro chiede persone preparate a evolvere.
Il vero nodo
Il cambiamento non sarà improvviso, ma continuo. Le competenze di oggi potrebbero non bastare domani. Ed è qui che si crea il rischio più grande: restare fermi mentre il lavoro si trasforma. Chi smette di aggiornarsi diventa fragile nel mercato del lavoro.